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A 70 anni dalla nascita del Programma Lituano della Radio Vaticana (IT)

Saulius Augustinas Kubilius
2010 m. lapkričio 27 d. archyvas

Mentre la Seconda Guerra Mondiale era al suo secondo anno e verso la fine di novembre del 1940, il Papa Pio XII Pacelli volle mandare un nuovo segnale di speranza e vicinanza attraverso le onde della Radio Vaticana, questa volta rivolto al popolo lituano, stremato dall’occupazione sovietica: infatti, il 27 novembre del 1940 cominciarono le trasmissioni regolari in lingua lituana dell’Emittente pontificia, preparate dalla neo costituita Sezione lituana della Radio Vaticana.

Lo storico dei primi 50 anni di vita della nostra emittente, Fernando Bea, nel suo volume ricorda che “per insistenza del Ministro della Lituania presso la Santa Sede Stasys Girdvainis, si mandava in onda un programma bisettimanale in lituano.” (F. Bea, Mezzo secolo della radio del Papa, p. 161). Bea fa riferimento all’uso della lingua lituana nelle trasmissioni anche prima di quel 27 novembre, quando scrive: “all’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, la Radio Vaticana trasmetteva in una diecina di lingue, con una frequenza quotidiana per i programmi italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco. Con frequenza bisettimanale, o trisettimanale per gli altri, ossia portoghese, polacco, ucraino, lituano” (ibid., p. 127). Il Programma Lituano attraverso sette decenni di vita ha vissuto con profonda preoccupazione e vicinanza le molteplici vicissitudini del popolo lituano.
Oltre alla guerra, il periodo più difficile fu senz’altro la lunga notte del giogo ateo e dittatoriale sovietico, patita in eguale modo sia dalla Chiesa in Lituania, sia dalla Nazione stessa fino al 1990. In quei cinquanta anni i rapporti diretti della Sede Apostolica con la Lituania furono impediti e le trasmissioni in lituano della Radio Vaticana per gli ascoltatori in Patria costituivano l’unica fonte di notizie veridiche sul magistero e l’attività del Papa e la vita della Chiesa.
Ora, negli ultimi due decenni, durante i quali la Chiesa ha potuto riacquistare la propria libertà in uno Stato indipendente, integrato inoltre a pieno titolo sia nell’UE sia nella NATO, il programma Lituano si è adeguato ai cambiamenti e con le sempre più nuove e moderne tecnologie a disposizione, attraverso le onde radio e le pagine internet della Radio Vaticana, anche grazie al contributo della locale Radio Maria lituana che ritrasmette il nostro segnale sulle onde FM in quasi tutto il territorio lituano, continua a produrre programmi quotidiani di attualità e approfondimento sui diversi aspetti delle attività del Santo Padre e la Sede Apostolica, la Chiesa Universale e le chiese locali, contribuendo all’annuncio della fede attraverso i segni dei tempi cercando instancabilmente di portare semi di speranza.
Sono tanti i collaboratori che attraverso i 70 anni passati hanno prestato la loro opera nell’emittente pontificia e non è possibile elencarli tutti, ma in questa occasione giubilare vorremo ricordare in modo particolare il primo Responsabile, mons. Pranciškus Bučys MIC, padre mariano e poi vescovo di rito orientale morto a Roma nel 1951 e alcuni altri responsabili. I programmi in lituano furono temporaneamente soppressi alla fine del 1942, forse per la mancanza di collaboratori, per essere ripresi l‘8 giugno 1946, quando, sotto la guida di mons. Vytautas Balčiūnas, morto negli USA nel 2003, numerosi sacerdoti lituani rifugiati di guerra, stabilitisi a Roma, poterono assicurare la tenuta regolare delle trasmissioni.
La Sezione lituana instaurò un periodo di stabilità redazionale quando la responsabilità del programma fu affidata a mons. Vytautas Kazlauskas, che per 38 anni – dal 1950 al 1988 – con lungimiranza e tenacia guidò la redazione attraverso il complesso periodo storico della “Guerra fredda”, in modo particolare quando sorsero incomprensioni per via della ”Ost politik” attraverso la quale la Santa Sede cercò i presupposti per un dialogo con i regimi atei dell’Est europeo per poter assicurare la sopravvivenza della gerarchia cattolica. Tornato in patria, mons. Kazlauskas durante i restanti due decenni della sua vita (è morto nel 2008 a Kaunas, in Lituania) ha speso tutte le sue doti umane e cristiane per gli altri, attraverso l’insegnamento universitario, negli uffici dell’episcopato, ma soprattutto nella cura di fanciulli orfani: ha costruito un villaggio, che ha dato e continua a dare la speranza cristiana e un vita nuova a centinaia di orfani e bambini provenienti dalle famiglie più disagiate.
Il Programma Lituano in seguito fu retto da due padri gesuiti, Vincentas Pupinis SI, che prima per molti anni fu responsabile del Programma Russo, morto a Roma nel 1993 e p. Kazimieras Ambrasas SI., che fu il primo incaricato inviato dalla Lituania. I padri gesuiti furono sostituiti, alla guida del Programma Lituano, dal sac. Virginijus Veilentas, proveniente dalla diocesi di Panevėžys. Dopo oltre un decennio di servizio alla nostra emittente egli è rientrato in patria, dove adesso è cappellano dell’Aviazione Militare Lituana. L’Attuale Responsabile del Programma lituano è un laico, il Dott. Jonas Malinauskas.

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