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International Film Festival La Guarimba si apre con il film lituano

Il Festival internazionale del cinema La Guarimba ad Amantea, in Calabria è giunto all’ottava edizione. Sotto il cielo stellato del sud, nel parco La Grotta, un’enorme grotta naturale, che un tempo ospitava molte imbarcazioni, ora ospita il Festival che diffonde i valori della comprensione, dell’empatia e dell’integrazione e non mira a intrattenere il pubblico, ma a risvegliarlo. Inaugurato dal corto del regista lituano offrirà al pubblico due film lituani.

Daiva Lapėnaitė
ITLIETUVIAI.IT

Quando gli organizzatori del Festival hanno dovuto scegliere tra l’annullamento dell’ottava edizione a causa del Covid19 e la ricerca di soluzioni alternative, hanno scelto quest’ultima opzione. In definitiva, vedere dei film all’aperto in una serata estiva nel parco sotto il cielo stellato e vicino al mare è meglio che vederli in un cinema al chiuso.

Infatti gli amanti del cinema e in particolare dei cortometraggi potranno godere per sei giorni dal 7 al 12 agosto di un cinema così inusuale, nel parco La Grotta di Amantea, in Calabria. Tra i film provenienti da tutti e cinque i continenti gli spettatori potranno vedere due opere di registi lituani.

Il Festival sarà aperto con il cortometraggio “Community Gardens” del regista ventinovenne Vytautas Katkus

La prima mondiale del film è avvenuta al Festival di Cannes nella Settimana Internazionale della Critica ed è stato il primo film lituano a partecipare al programma del prestigioso Festival. Il film del giovane lituano è stato inoltre premiato anche al Belgian International Film Festival Film Fest Gent, dove ha ricevuto il premio per il miglior cortometraggio internazionale.

“Community gardens” di Vytautas Katkus © La Guarimba

La storia del film si svolge in una calda giornata estiva in un giardino collettivo vicino a Vilnius. Il figlio di 32 anni che vive all’estero, tornato in patria per una breve vacanza, si reca al giardino per aiutare i genitori nel loro lavoro quotidiano. La relazione tra il figlio e il padre si è raffreddata da un po’ di tempo. Sia il figlio che il padre cercano di amarsi e di conoscersi di nuovo. Per evitare conflitti, non si parlano poiché sentono che il dialogo tra loro è impossibile. Improvvisamente nelle vicinanze scoppia un incendio che attira anche l’attenzione di padre e figlio.

“Community Gardens” è la storia di una relazione fredda tra un padre e un figlio. Il loro legame, afflitto dall’indifferenza, si disintegra completamente.

Il regista lituano si è laureato appena sei anni fa all’Accademia di Musica e Teatro lituana ma ha già realizzato decine di cortometraggi dei quali l’ultimo, “Places”, sarà presentato nel prossimo Festival di Venezia alla sezione Orizzonti.

“Community Gardens” è la storia di una relazione fredda tra un padre e un figlio. Il loro legame, afflitto dall’indifferenza, si disintegra completamente.

Il 10 agosto sarà la volta del film d’animazione “Milkshaker Bar” dell’animatrice e regista lituana Urtė Oettinger. La lituana trentaquattrenne da diversi anni vive in Danimarca. Il suo cortometraggio racconta dell’orsacchiotto Mikas, il quale ogni giorno dopo la scuola incontra la sua migliore amica Sonata lo scoiattolo e Gabriel il gatto al bar dei frullati di latte. I tre amici crescono in famiglie completamente diverse, ciò però non impedisce loro di stringere amicizia. Un giorno al bar gli amici trovano la foto di un orso, campione dei mangiatori di panini, che è  uguale a Mikas. Forse che sia il padre di Mikas?

“Milkshaker Bar” della regista, animatrice e illustratrice lituana Urtė Oettinger è molto più di un divertente film d’animazione per bambini. È una storia sulle complesse relazioni delle famiglie moderne, sulla sincerità e sull’amicizia. Infatti il film tratta in modo semplice, senza drammatizzare, di argomenti piuttosto delicati: la ricerca di sé, l’incertezza, l’insicurezza, il desiderio di compiacere e di guadagnare l’amore dei genitori.

“Milkshaker Bar” è una storia sulle complesse relazioni delle famiglie moderne, sulla sincerità e sull’amicizia, tratta in modo semplice, senza drammatizzare, di argomenti piuttosto delicati.

Uno degli ideatori del Festival, il direttore artistico e programmatore di animazione Giulio Vita racconta che i film dei registi lituani lo hanno attratto per la loro diversa prospettiva.

“Per noi è molto interessante la visione lituana delle cose, forse un po’ più trasparente sui drammi personali. Di sicuro è una società meno ipocrita e con più voglia di innovazione, rispetto a quella italiana” afferma G. Vita.

Questa è proprio l’idea del Festival La Guarimba: presentare una prospettiva diversa, non tradizionale, una visione innovativa per esplorare i sentimenti e l’ambiente, nonché per promuovere l’empatia e il senso di comunità.

“Ogni anno pubblichiamo un bando per cortometraggi e arrivano film da tutto il mondo, inclusi lituani. Questi due film, in particolare, li abbiamo trovati grazie alla collaborazione con il Vilnius Film Festival. Sono stato a Vilnius all’inizio dell’anno e ho conosciuto alcuni dei produttori. Il tutto grazie al lavoro dell’addetto culturale dell’Ambasciata della Lituania in Italia Laura Gabrielaityte-Kazuleniene. La nostra idea è creare un ponte tra le due nazioni e l’anno prossimo dedicare uno spazio più ampio al vostro bellissimo Paese”, dice G. Vita.

“Per noi è molto interessante la visione lituana delle cose, forse un po’ più trasparente sui drammi personali. Di sicuro è una società meno ipocrita e con più voglia di innovazione, rispetto a quella italiana” G. Vita.

La Guarimba è nato dalla passione cinematografica di due giovani, il trentaduenne Giulio Vita nato in Italia e cresciuto in Venezuela e la trentacinquenne illustratrice venezuelana Sara Fratini. Alla fine del 2012, Sara e Giulio andarono a vivere ad Amantea, il paesino calabrese dei nonni di Giulio. Si diedero un anno di tempo. Sarà l’inizio di La Guarimba, un Festival con la missione di riportare il cinema alla gente e la gente al cinema.

Gli ideatori e direttori artistici del festival Giulio Vita (a destra) e Sara Fratini © La Guarimba

“Abbiamo l’obiettivo di normalizzare il cinema d’autore, di portarlo fuori dai salotti e farlo tornare in piazza. Al contrario di quello che fa un tipo di intrattenimento audiovisivo di massa, ci piace rispettare il nostro pubblico, sfidarli anziché soddisfarli” raccontano gli organizzatori del Festival. “Rispettare il pubblico significa offrire una selezione di lavori piacevoli ma riflessivi. Mostrare cortometraggi che non siano meramente compiacenti con gli spettatori. Il pubblico deve poter godere di un intrattenimento di qualità con narrazioni interessanti e dobbiamo garantire l’opportunità di vedere un cinema artigianale e artistico che ravvivi i nostri sensi e indaghi sia in noi stessi sia nell’esperienza di vivere in un mondo condiviso”.  

Guarimba è una parola che per gli indigeni venezuelani significa “posto sicuro”. Quindi l’idea del Festival è che sia uno spazio multiculturale che contribuisca a creare un clima di empatia, di comprensione, di integrazione e presentare la cultura come veicolo per promuovere i valori della democrazia partecipativa, dell’integrazione e dell’accessibilità.

Guarimba significa “posto sicuro” – uno spazio multiculturale che contribuisce a creare un clima di empatia e di comprensione dove la cultura è il veicolo per promuovere i valori della democrazia partecipativa, dell’integrazione e dell’accessibilità. 

“Per noi è un progetto di vita, una scommessa vinta sul pessimismo, sull’economia globale e su quel mito che dice ai ragazzini terroni che al Sud non c’è niente da fare”. Una scommessa che ha già attirato l’attenzione della stampa nazionale e di un big come The New York Times.

La sala all’aperto del festival La Guarimba © Marta LaFaro

“Quest’anno La Guarimba sarà il luogo sicuro della cultura dopo il lockdown e le persone di Amantea troveranno il Parco La Grotta pulito e accessibile. Il parco è stato chiuso un anno e il Covid19 ha solo peggiorato la situazione. Noi ci siamo armati di voglia di fare e lo abbiamo pulito e riaperto” racconta G. Vita e aggiunge che l’ottava edizione del festival sarà non come credevano.

“This is not going to go the way you think!” dice Luke Skywalker a Rey in The Last Jedi. Quel film mi ha colpito per la capacità del regista di riproporre una storia già vista e di obbligare noi fan sfegatati a crescere e imparare, appunto, che le cose non sempre andranno come crediamo” racconta il direttore del Festival G. Vita. “Organizzando questa ottava edizione in quarantena per causa di una pandemia mondiale, sento le parole dello zio Skywalker rimbombarmi in testa, e più che sconforto, mi danno grinta per riportare il cinema alla gente e la gente al cinema. Ci troviamo in un mondo nuovo, impaurito e arrabbiato. Ma proprio il cinema ci insegna che la crisi è indispensabile per la trasformazione dell’eroe”.

Ci troviamo in un mondo nuovo, impaurito e arrabbiato. Ma proprio il cinema ci insegna che la crisi è indispensabile per la trasformazione dell’eroe.

Gli organizzatori hanno da subito rifiutato l’idea di un festival online poiché “un festival non è un posto dove si vedono i film e basta. È un luogo di incontro, un rito pagano che ha bisogno della nostra presenza fisica”.

“Sarà un’edizione diversa, e ci auguriamo sia un’occasione per riflettere sull’ossessione per gli eventi di massa e il disprezzo verso la qualità. Non sarà come pensavamo, ma sarà”.

La Grotta di Amantea un tempo ospitava imbarcazioni, ora – il cinema d’autore che unisce, integra e ravviva i sensi © Sergio Durré

Insolita sarà anche la location. Tutti i film, i 165 solo nella selezione ufficiale, saranno proiettati all’aria aperta sullo schermo gonfiabile di 12 metri nel Parco La Grotta di Amantea – un’enorme grotta naturale, un tempo vicina al mare e rifugio di molte imbarcazioni.

La programmazione avrà una selezione ampia tematica e stilistica che costruisce un mosaico di inquietudini, visioni critiche, immaginari e ossessioni dei nuovi o sperimentati realizzatori e artisti.

Sono rappresentati tutti i continenti, con una particolare attenzione a quelle terre lontane da noi, sia geograficamente che culturalmente.

“La selezione dei cortometraggi ha il compito di scoprire nuovi talenti cinematografici o opere che non siano arrivate al pubblico di massa” dicono gli organizzatori. “Il Festival consente di guardare una serie di opere di difficile accesso e regala l’opportunità di vedere un buon cinema fuori dai circuiti della grande industria. In tutte le edizioni sono rappresentati tutti i continenti, con una particolare attenzione a quelle terre lontane da noi, sia geograficamente che culturalmente”. Perché è solo in questo modo che si può davvero conoscere, avvicinarsi e creare una vera integrazione. 

Il pubblico del Festival non sono solo gli appassionati di cinema ed esperti del settore, ma soprattutto la gente del posto, gli anziani, i bambini.

“Con gli anni il pubblico è cresciuto molto e ormai il Festival non è solo locale ma ha un forte richiamo internazionale. E anche se questa cosa ci rende orgogliosi, il nostro obiettivo principale sono i vecchi contadini e marinai, la generazione dei nostri nonni, quella che non ha avuto né tempo né soldi per andare a studiare né tantomeno confrontarsi con i luoghi della cultura”.

Per coinvolgere i bambini all’interno del parco, è stato creato lo spazio La Grotta dei Piccoli in collaborazione con UNICEF Italia, che offre ai più piccoli cortometraggi di animazione e laboratori di illustrazione. Una specie di Festival dentro il Festival. Perché il momento migliore per seminare i semi della cultura e dell’empatia sono proprio gli anni dell’infanzia.

Cosa: La Guarimba International Film Festival

Dove: Il Parco La Grotta, Amantea (CS), Calabria

Quando: 7-12 agosto 2020

Le proiezioni sono a ingresso libero e iniziano alle ore 21:00.

Tutti i film saranno proiettati con sottotitoli in italiano e in inglese.

Ulteriori informazioni sul sito web del festival www.laguarimba.com

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