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A Roma nella cappella dei martiri cristiani del comunismo è conservata la memoria del beato lituano T. Matulionis

A Roma, nell’isola Tiberina, la Basilica dell’Apostolo San Bartolomeo ospita un santuario per i martiri cristiani dei tempi moderni, e conserva le reliquie dei martiri del XX e XXI secolo. Una delle cappelle della basilica, la prima da destra all’altezza dell’altare maggiore, è dedicata ai martiri cristiani del comunismo. Il 6 febbraio 2018 a Roma, la reliquia del beato arcivescovo martire Teofilius Matulionis è stata consegnata al Santuario dei Nuovi Martiri. In questa occasione, nella Basilica di San Bartolomeo è stata celebrata la S. Messa da cinque arcivescovi e vescovi lituani, accompagnati da pellegrini delle diocesi di tutto il Paese.

Nerija Marciukaitė
ITLIETUVIAI.IT

Il vescovo della cittadina di Kaišiadoriai, l’arcivescovo Teofilius Matulionis (1876–1962) è il primo martire della Chiesa di Lituania onorato in questo santuario. Dopo che la Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto l’arcivescovo T. Matulionis come martire, papa Francesco lo ha proclamato beato. Il 25 giugno 2017 a Vilnius ha avuto luogo la solenne S. Messa di beatificazione, tenuta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

T. Matulionis è sepolto nella cripta della cattedrale di Kaišiadoriai, ma la reliquia del benedetto martire lituano non a caso è conservata nella Basilica di San Bartolomeo. La sua storia è millenaria. 

L’imperatore Ottone III nel 998 fece costruire una chiesa sull’isola Tiberina per proteggere le spoglie terrene di due martiri: San Bartolomeo, uno dei dodici apostoli di Gesù, e Adalberto di Praga, che era il pastore e vescovo di Praga, pioniere del cristianesimo in Polonia, torturato a morte dai baltici prussiani nel 997.

Il pozzo della basilica, davanti all’altare maggiore, collocato come se fosse fuori luogo, si ritiene che risalga all’epoca romana. I pellegrini che venivano qui raccoglievano l’acqua curativa.

In preparazione al Grande Giubileo dell’anno 2000, Papa Giovanni Paolo II ha istituito una commissione per indagare sulla testimonianza dei martiri cristiani moderni. Le riunioni della commissione si sono svolte nei locali della Basilica di San Bartolomeo. In un lasso di tempo relativamente breve si è accumulato un gran numero di testimonianze, per un totale di oltre dodicimila documenti sui martiri e testimoni cattolici, ortodossi e cristiani di altre confessioni dei secoli XX e XXI.

Sulla base del materiale raccolto, venne compilato un elenco di martiri dei tempi moderni. La commissione ha ricevuto anche un dossier preparato dalla Conferenza episcopale lituana su 114 testimoni di fede e martiri lituani che avevano mostrato la loro fedeltà al Vangelo, tra cui l’arcivescovo T. Matulionis.

La commemorazione dei martiri dei tempi moderni, guidata da Papa Giovanni Paolo II, ha avuto luogo il 7 maggio 2000 al Colosseo, il luogo del martirio romano dei primi secoli a Roma. Alla fine del Giubileo, Papa Giovanni Paolo II ha espresso il desiderio di installare un memoriale a Roma, luogo permanente della memoria dei martiri dei tempi moderni.

A questo scopo è stata scelta la Basilica di San Bartolomeo sull’isola Tiberina. Il Santuario dei Nuovi Martiri è stato inaugurato nel 2002 ed è amministrato dalla Comunità di Sant’Egidio. L’icona dei testimoni della fede del XX secolo è stata eretta sopra l’altare maggiore. Nelle sei cappelle sono raccolte le reliquie dei testimoni e martiri di tutto il mondo dei secoli XX e XXI, vari effetti personali appartenenti ai santi. La reliquia di T. Matulionis è una piccola immagine del beato, la quale è stata consegnata al Santuario dei Nuovi Martiri nel febbraio 2018. Alla cerimonia della consegna delle reliquie avevano preso parte molti funzionari vaticani e i capi della Chiesa lituana.

“Celebrando il Centennio dell’Indipendenza, è molto importante per noi perché questo è un altro luogo che segna il sostegno della Chiesa di Roma e del Papa alla nazione lituana nella gioia e nella sofferenza. Questo è un altro luogo di pellegrinaggio a Roma, che ricorda la vicinanza dei lituani alla Santa Sede. Come il Collegio lituano, Villa Lituania, le nostre rappresentanze presso la Santa Sede e in Italia, o le tombe lituane nel cimitero di Campo Verano, dove è sepolto uno dei firmatari dell’Atto di Indipendenza del 1918, così anche la reliquia del martire d’ora in poi, e infine la Cappella lituana di nella Basilica di San Pietro, tutto ciò testimonia i rapporti tra la Lituania e la Santa Sede. È un promemoria per i nostri pellegrini e quelli di altre nazioni che vengono qui, che: la Chiesa di Lituania fa parte della Chiesa universale. La testimonianza resa dal beato Teofilius risuona nella Chiesa universale”, ha detto alla Radio Vaticana l’arcivescovo di Vilnius Gintaras Grušas il giorno dopo la donazione della reliquia.

Le cappelle che custodiscono la memoria dei martiri della Chiesa commemorano le vittime dei regimi comunista e nazista, quelle uccise in America, Asia e Oceania, Spagna e Messico e nel continente africano. Nel 2008 Papa Benedetto XVI ha visitato il memoriale dei martiri nella Basilica di San Bartolomeo, e nel 2017 vi fece visita Papa Francesco. Entrambi i papi hanno onorato i testimoni e i nuovi martiri accendendo candele in tutte le cappelle dedicate ai martiri della basilica.

Traduzione dal lituano da Ieva Musteikytė

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