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Il cardinale di origine lituana Giovanni Alberto Vasa e la chiesa di Roma a lui assegnata

A Roma, in piazza Capranica, si trova la chiesa di Santa Maria in Aquiro, che fu la diaconia del cardinale gesuita Giovanni Alberto Vasa (in polacco Jan Olbracht Waza o Jan Albert Waza). La nomina del figlio del re di Polonia e del Granduca di Lituania Sigismondo III Vasa non fu resa pubblica dal papa: fu infatti nominato cardinale in pectore dal Papa Urbano VIII. In tal modo un papa rende omaggio a una persona la cui nomina a cardinale non è possibile per gravi motivi. Tuttavia, fintanto che la nomina avviene solo nel “cuore” del papa, il nominato non è di fatto cardinale, ma lo diventa quando la nomina viene resa pubblica e al candidato vengono date le insegne cardinalizie.

Nerija Marciukaitė
ITLIETUVIAI.IT

Lo status cardinalizio moderno è nato al tempo di papa Pio V (1566-1572). Il cardinale è nominato dal papa scegliendo tra il clero che detiene le ordinanze del sacerdozio. Secondo un’antica tradizione, ai nuovi cardinali viene assegnato uno dei tre gradi: cardinale-sacerdote, cardinale-diacono o cardinale-vescovo. A tutti i cardinali vengono assegnate delle chiese a Roma: una parrocchia per i cardinali-sacerdoti e un diaconato per i cardinali-diaconi.

Il grado di cardinale fu conferito a 8 ecclesiastici cattolici di origine lituana, tra cui Giovanni Alberto Vasa, a cui fu assegnata la chiesa di Santa Maria in Aquiro a Roma.

Giovanni Alberto Vasa (1612–1634) era figlio del re di Polonia e del Granduca di Lituania Zigismondo III Vasa, fratello di Giovanni Casimiro, re di Polonia e granduca di Lituania, fratellastro di Vladislav Vasa, re di Polonia e granduca di Lituania, nipote del re di Svezia Giovanni III e della sua prima moglie Caterina Jogailaite. La nomina del cardinale Giovanni Alberto Vasa non è stata mai resa pubblica dal papa. Nel 1629 Papa Urbano VIII lo nominò cardinale in pectore e nel 1632 venne dichiarata pubblica la sua nomina a cardinale e nominato vescovo-amministratore di Cracovia. Morì nel 1634 a Padova, sepolto nella cripta della cattedrale di Wawel a Cracovia.

Anche suo fratello Giovanni Casimiro (1609–1672) entrò nella Compagnia di Gesù nel 1646, ricevette tonsura e primi ordini minori e fu nominato cardinale dal papa Innocenzo X. Tuttavia, non venne a Roma per ricevere il titolo e il galero cardinalizio, un anno dopo rinunciò al suo incarico d ciardinale e in seguito divenne re di Polonia e Granduca di Lituania.

La chiesa di Santa Maria in Aquiro, asegnata a Giovanni Alberto Vasa, esisteva già dal IV secolo e nell’VIII secolo il papa Gregorio III la fece restaurare radicalmente. Da dove deriva il nome della chiesa di Aquiro?

Esistono diverse versioni: il termine Aquiro (“a Cyro”), secondo una versione, deriverebbe dal latino Equirria, festa dedicata al dio romano della guerra Marte, durante la quale nel vicino Campo Marzio si svolgeva una corsa di cavalli. Secondo un’altra versione, il termine deriva dalla parola latina Aqua, probabilmente per un acquedotto adiacente chiamato Vergine. Secondo una terza versione, Cyro era un antico nobile romano.

Nel 1540 Papa Paolo III Farnese assegnò la chiesa alla Confraternita degli Orfani, che ospitava e si prendeva cura degli orfani nella casa vicino alla chiesa.

Nel 1590 la chiesa fu restaurata dall’architetto Francesco da Voltera, e l’attuale facciata fu progettata dall’architetto Pietro Camporese, su disegno di un altro famoso architetto romano, Carlo Maderno.

L’opera d’arte più importante è un dipinto della Madonna con bambino e santo Stefano, del XIV secolo, situata sopra l’altare centrale.

Un dettaglio interessante è che nella terza cappella della navata sinistra si trova il primo affresco di Maria di Lourdes, dipinto a Roma. Si racconta che nel 1873 un residente romano, dopo aver bevuto l’acqua santa di Lourdes, riacquistò la vista e, tornato a Roma, commissionò a proprie spese la realizzazione di un affresco raffigurante l’apparizione della Santa Vergine Maria alla piccola Bernadette.

Traduzione dal lituano di Elzė Di Meglio

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